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Normativa 7129
Normativa 7129 Legge n° 46 Legge n° 10 Decreto n° 412 Decreto n° 551

 

 

 

Normativa di riferimento per quanto riguarda l'aspetto della realizzazione tecnica degli impianti è la  n° 7129, norma UNI CIG per impianti a gas ad uso domestico del Gennaio 1992.

Al capitolo 1 paragrafo 1.1 si legge testualmente:

La presente norma fissa i criteri di progettazione, installazione, messa in servizio e manutenzione degli impianti domestici e similari per l'utilizzazione dei gas combustibili distribuiti per mezzo di canalizzazioni.

Al capitolo 2.3 paragrafo 1.3 stabilisce che:

E' ammesso l'attraversamento di intercapedini chiuse, purché, nell'attraversamento, la tubazione non presenti giunzioni o saldature e venga collocata in tubo guaina passante, di acciaio, con l'estremità verso l'esterno aperta e quella verso l'interno sigillata.

Al capitolo 2.3 paragrafo 1.4 stabilisce che:

Nell'attraversamento di muri pieni, muri di mattoni forati e pannelli prefabbricati, la tubazione non deve presentare giunzioni o saldature e deve essere protetta con tubo guaina passante murato con malta di cemento.

 

Verifica subito se il tuo impianto è conforme a tali norme, altrimenti chiamaci

   

Al capitolo 2.3 paragrafo 1.5 stabilisce che:

non è ammessa la posa in opera dei tubi del gas a contatto con tubazioni dell'acqua; nel caso di  parallelismi e gli incroci il tubo del gas (se  in posizione sottostante) deve essere protetto con guaina impermeabile e non infiammabile.  
E' vietato l'uso delle tubazioni del gas come dispersori, conduttori di terra o conduttori di protezione di impianti e apparecchiature elettriche , telefono compreso.  
E' inoltre vietata la collocazione delle tubazioni del gas nelle canne fumarie, nei condotti per lo scarico delle immondizie, nei vani per ascensori o in vani e cunicoli destinati a contenere servizi elettrici e telefonici.

Al capitolo 2.3 paragrafo 1.7 stabilisce che:

A monte di ogni derivazione di apparecchio di utilizzazione e cioè a monte di ogni tubo flessibile o rigido di collegamento fra l'apparecchio e l'impianto interno deve sempre essere inserito un rubinetto di intercettazione, posto in posizione visibile e facilmente accessibile.
Se il contatore è situato all'esterno dell'abitazione bisogna anche inserire un analogo rubinetto immediatamente all'interno dell'alloggio, in posizione facilmente accessibile. Da quanto sopra sono peraltro esclusi i contatori installati in un balcone facente parte dell'appartamento.

Al capitolo 2.3 paragrafo 1.8 stabilisce che:

I punti terminali dell'impianto, compresi quelli ai quali è previsto il successivo allacciamento degli apparecchi di utilizzazione, devono essere chiusi a tenuta con tappi filettati o sistemi equivalenti.

Al capitolo 2.3 paragrafo 1.9 stabilisce che:

E' vietato usare tubi, rubinetti, accessori, ecc., rimossi da altro impianto già funzionante.

Al capitolo 2.3 paragrafo 2.1 stabilisce che:

Le tubazioni in vista installate nei locali ventilati possono avere giunzioni saldate o filettate; nei locali privi di aperture rivolte verso l'esterno devono essere utilizzate giunzioni unicamente saldate.  

Al capitolo 2.3 paragrafo 2.3 stabilisce che:

Le tubazioni in vista devono essere collocate in posizione tale da impedire urti e danneggiamenti e, ove necessario, protette.

Al capitolo 2.3 paragrafo 3.0 stabilisce che:

Le tubazioni sotto traccia possono essere installate nelle strutture in muratura ( nei pavimenti, nelle pareti perimetrali, nelle tramezze fisse, nel solaio) purché vengano posate con andamento rettilineo verticale  ed orizzontale e siano rispettate le seguenti condizioni:

 Al capitolo 2.3 paragrafo 3.1 stabilisce che:

Le tubazioni inserite sotto traccia devono essere posate ad una distanza non maggiore di 200 mm dagli spigoli paralleli alla tubazione e con elementi atti a permettere l'individuazione del percorso (anche disegni), ad eccezione dei tratti terminali per l'allacciamento delle apparecchiature, i quali devono peraltro avere la minore lunghezza possibile

Al capitolo 2.3 paragrafo 3.2 stabilisce che:

L'intera tubazione sotto traccia deve essere annegata in malta di cemento (1:3) di spessore non minore di 20 mm, operando come segue:
- realizzata la traccia, si procede alla stesura di uno strato di almeno 20 mm di malta di cemento, sul quale va collocata la tubazione;
- dopo la prova di tenuta dell'impianto, la tubazione deve essere completamente annegata in malta di cemento.

Al capitolo 2.3 paragrafo 3.3 stabilisce che:

Tutti i rubinetti e le giunzioni filettate devono essere a vista od inserite in scatole ispezionabili non a tenuta.

Al capitolo 2.3 paragrafo 3.4 stabilisce che:

Le tubazioni sotto traccia non possono essere installate sulle pareti esterne dei muri perimetrali e nelle intercapedini comunque realizzate.

Al capitolo 2.5 paragrafo 1.1 stabilisce che:

Gli apparecchi di cottura devono scaricare i prodotti della combustione all'esterno mediante apposite cappe, che devono essere collegate a camini singoli, a canne collettive ramificate ad uso esclusivo delle cappe o direttamente all'esterno.
Le cappe aspiranti elettriche devono scaricare in apposito camino singolo o direttamente all'esterno.

Nota - In relazione a quanto sopra, le cappe filtranti non sono idonee allo scopo.

In caso non esista la possibilità di applicazione della cappa, è consentito l'impiego di un elettroventilatore, installato su finestra o parete affacciate sull'esterno, da mettere in funzione contemporaneamente all'apparecchio, purché siano tassativamente rispettate le norme inerenti la ventilazione, di cui in 3.4.

 

   

Molte volte le cucine vengono installate con un semplice filtro senza evacuazione dei fumi verso l'esterno, non si può fare! Vuoi sapere perché? Seguimi.

 

Al capitolo 4 paragrafo 1 la norma stabilisce che:

Tipo A  apparecchi previsti per non essere collegati ad un condotto od ad un dispositivo speciale di evacuazione dei prodotti della combustione verso l'esterno del locale in cui sono installati.

Tipo B  apparecchi previsti per essere collegati ad un condotto di evacuazione dei prodotti della combustione  verso l'esterno del locale: l'aria comburente è prelevata direttamente nell'ambiente dove gli apparecchi sono installati;

Tipo C  apparecchi nei quali il circuito di combustione (presa dell'aria comburente, camera di combustione, scambiatore, evacuazione dei prodotti della combustione) è stagno rispetto al locale in cui sono installati.

4.2  Apparecchi di tipo A

Sono apparecchi di piccola potenza e con funzionamento continuo o discontinuo. Possono essere installati senza essere collegati ad una canna fumaria ma sono talmente rari ormai che non ci soffermeremo oltre.  

4.3 Apparecchi di tipo B a tiraggio naturale.

Gli apparecchi a gas, muniti di attacco per il tubo di scarico dei fumi,  devono avere un collegamento diretto a camini o canne fumarie di sicura efficienza; questi apparecchi prelevano l'aria comburente direttamente all'interno dell'ambiente in cui sono installati. 

4.6 Apparecchi di tipo c a tiraggio forzato  ( esistono diversi tipi di apparecchi di tipo c ne riassumiamo le caratteristiche principali)

Sono apparecchi a tenuta stagna rispetto all'ambiente in cui sono installati; prelevano l'aria comburente  e scaricano i prodotti della combustione all'esterno tramite uno sdoppiatore. Possono essere installati in qualsiasi ambiente domestico.  

 

Di seguito vengono specificate i criteri per la corretto posizionamento dei fori  di ventilazione e su come deve essere realizzata una canna fumaria.

 

Al  cap. 4 paragrafo 3 si legge quanto segue:  

gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale alimentati a gas muniti di attacco per il tubo di scarico dei fumi, devono avere un collegamento diretto a camini o canne fumarie di sicura efficienza; solo in mancanza di essi è consentito che gli stessi scarichino i prodotti della combustione direttamente all'esterno, purché siano rispettate le prescrizioni di cui in 4.3.4.

Al cap. 4 paragrafo 3.4 si legge quanto segue:  

Gli apparecchi di tipo b a tiraggio naturale, previsti per essere raccordati ad un camino o ad una canna fumaria, possono scaricare i prodotti della combustione direttamente all'esterno, tramite condotto attraversante le pareti perimetrali dell'edificio. Lo scarico avviene in tal caso a mezzo di un condotto di scarico, cui all'esterno è  collegato un terminale di tiraggio.

All' ART. 5 comma 10 il suddetto D.P.R stabilisce che:

In tutti i casi di nuova installazione o di ristrutturazione  dell'impianto termico che comportino l'installazione di generatori di calore individuali, esclusi i casi di mera sostituzione di questi ultimi, è prescritto l'impiego di generatori isolati rispetto all'ambiente abitato, da realizzare ad esempio mediante apparecchi di tipo C (secondo classificazione delle norme tecniche UNI 7129) oppure apparecchi di qualsiasi tipo se installati all'esterno o in locali tecnici adeguati. Le disposizioni del presente comma  non si applicano nei casi di incompatibilità con il sistema di evacuazione dei prodotti della combustione già esistente.  

3.2.1 Aperture su pareti esterne del locale da ventilare  

a)         avere sezione libera totale netta di passaggio di almeno 6 cm2 per ogni KW di portata termica installata, con un minimo di 100 cm2;

b)         essere utilizzata in modo che le bocche di apertura, sia all'interno che all'esterno della parete, non possano venire ostruite;

c)         essere situate ad una quota prossima al livello del pavimento e tali da non provocare disturbo al corretto funzionamento dei dispositivi di scarico dei prodotti della combustione; ove questa posizione non sia possibile si dovrà aumentare almeno del 50% la sezione delle aperture di ventilazione.

 

Al Capitolo 4.3.2.1 , la legge dice che:  

Una canna fumaria/camino per l'evacuazione nell'atmosfera dei prodotti della combustione di apparecchi a tiraggio naturale essere a tenuta dei prodotti della combustione, impermeabile e termicamente isolata/o (secondo quanto prescritto dalla norma in proposito);

essere realizzata/o in materiali adatti a resistere nel tempo alle normali sollecitazioni meccaniche, al calore ed all'azione dei prodotti della combustione e delle loro eventuali condense;

avere andamento verticale ed essere priva/o di qualsiasi strozzatura in tutta la sua lunghezza;

essere adeguatamente coibentata/o per evitare fenomeni di condensa o di raffreddamento dei fumi, in particolare se posta/o all'interno dell'edificio o in locali non riscaldati;

essere adeguatamente distanziata/o, mediante intercapedine d'aria od isolanti opportuni, da materiali combustibili e/o facilmente infiammabili;

avere al di sotto dell'imbocco del primo canale da fumo una camera di raccolta di materiali solidi ed eventuali condense, di altezza pari almeno a 500 mm. L'accesso a detta camera deve essere garantito mediante un' apertura munita di sportello metallico di chiusura a tenuta d'aria;

avere sezione interna di forma circolare, quadrata o rettangolare: in questi due ultimi casi gli angoli devono essere arrotondati con raggio non inferiore a 20 mm; sono ammesse tuttavia anche sezioni idraulicamente equivalenti;

essere dotata/o alla sommità di un comignolo, rispondente ai requisiti di cui in 4.3.3;

essere priva/o di mezzi meccanici di aspirazione posti alla sommità del condotto;

in un camino che passa entro o è addossato a locali abitati non deve esistere alcuna sovrapressione.

Per gli apparecchi di tipo B a tiraggio naturale si possono avere:

camini singoli

canne fumarie collettive ramificate  

- il canale da fumo che unisce  l'apparecchio utilizzatore alla c.c.r, deve immettersi nel condotto secondario immediatamente sopra l'elemento deviatore. L'elemento deviatore deve raccordarsi al al collettore con un angolo non minore di 135°;

- la c.c.r deve avere andamento perfettamente rettilineo e verticale e non deve subire restringimenti o variazioni di sezione;

- la c.c.r deve sempre essere dotata  alla sommità di un comignolo;

- l'uso della c.c.r vieta l'impiego di qualsiasi mezzo ausiliario di aspirazione e compressione posto in corrispondenza delle immissioni ai vari piani, ed esclude anche l'impiego di mezzi meccanici di aspirazione posti alla sommità del condotto;

- l'uso delle c.c.r consente solo l'allacciamento  ai condotti secondari di apparecchi alimentato con il medesimo combustibile, del medesimo tipo e con portate termiche nominali che non differiscono più del 30% in meno rispetto alla massima portata termica allacciabile; lo scarico delle esalazioni delle cappe delle cucine deve avere una canna collettiva ramificata o camini singoli adibiti solo a tale uso;

- ad una c.c.r deve essere collegato un solo apparecchio per piano;

- il numero massimo di piani servibili da una c.c.r deve essere rapportato alla effettiva capacità di evacuazione del collettore principale, il quale, comunque, non deve ricevere più di 5 immissioni provenienti dai relativi condotti secondari, cioè una c.c.r può servire al massimo uno stabile di 6 piani, in quanto l'ultimo condotto secondario, sempre facente parte della c.c.r, scarica direttamente nell'atmosfera, tramite lo stesso comignolo, senza immettersi nel condotto principale; nel caso di stabili di notevole altezza dovranno essere installate due o più canne collettive ramificate;

- il condotto secondario della c.c.r deve avere per tutti i piani, un'altezza almeno pari a quella di un piano ed entrare nel collettore con un angolo non minore di 135°;

- l'altezza minima al di sopra dell'imbocco dell'ultimo apparecchio nel secondario sino al comignolo deve essere pari a tre metri;

- il dimensionamento delle canne fumarie collettive ramificate, deve essere eseguito e certificato dalle aziende costruttrici o da tecnici qualificati, tenendo conto dei dati specifici relativi alla installazione degli apparecchi ed alla ubicazione dello stabile.

 

Bene, ora conosci alcuni dei passaggi più importanti

 

Ci sono due leggi che specificano i criteri di

 

 

La legge n° 46 del 5 marzo 1990, che riguarda la sicurezza degli impianti

La legge n. 10/91 che riguarda il risparmio energetico degli impianti di riscaldamento.

La 46/90 prevede che tutti gli interventi di costruzione, modifica e manutenzione degli impianti di riscaldamento vengano effettuati solo da ditte specializzate in possesso di abilitazione concessa dalla Camera di Commercio;

Che l'impresa che effettua l'intervento, o che costruisce l'impianto, o che sostituisce la caldaia, rilasci la dichiarazione di conformità;

La 10/91 stabilisce che tutti gli impianti termici di qualsiasi tipo e dimensione siano dotati di un libretto di impianto termico o di centrale, dove vengono riportate tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e/o straordinaria nonché le verifiche di rendimento  tramite l'analisi della combustione;

Inoltre rende obbligatoria la manutenzione ordinaria una volta all'anno e che la verifica di rendimento e l'analisi dei fumi vengano effettuate almeno una volta ogni due anni.  

 

ATTENZIONE! NON DEVI MAI AFFIDARTI A PERSONE CHE NON POSSIEDONO I REQUISITI PREVISTI PER LEGGE! (DOPOLAVORISTI, IMPRESE NON ABILITATE, PARENTI E AMICI)  

Affidarsi a persone non abilitate ai sensi della legge 46/90 oltre che rappresentare un rischio per la Vostra sicurezza comporta anche la possibilità di ricevere, in caso di controlli,  una multa da € 250 a € 2.500.  

Ricordati inoltre che il tecnico deve sempre rilasciare la ricevuta fiscale che deve essere conservata insieme al libretto di impianto e mostrata in caso di controllo.  

Ricordati che tu stesso sei il responsabile dell'impianto a meno che non deleghi la responsabilità della manutenzione e del controllo ad un terzo responsabile che in questo caso, risponde anche per eventuali sanzioni.  

Nel libretto di impianto occorre annotare il nome dell'impresa a cui è affidata la manutenzione, le operazioni eseguite e il risultato dell'analisi della combustione.  

Nel caso in cui il rendimento risultasse inferiore a quanto previsto per legge la caldaia dovrà essere sostituita entro 300 giorni dalla verifica.

 

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